Alberto Burri. Opera: Rosso in plastica

Le affascinanti opere di Alberto Burri

L’artista, noto per i suoi capolavori prodotti negli anni Cinquanta e Sessanta, è conosciuto per il suo genio artistico e per l’utilizzo di materiali non convenzionali.

Burri lavorò nel periodo storico caratterizzato dal Boom economico. Oggetto delle sue combustioni divennero prima il legno e poi la plastica, che in quegli anni era il simbolo di una nuova civiltà fondata sul consumismo e sulle masse.

Se il boom economico prometteva agli italiani di realizzare finalmente i loro sogni, la materia di cui erano fatti questi sogni era spesso la plastica.

La si poteva trovare dappertutto, negli oggetti più disparati e in tutte le consistenze, dalle più morbide alle più resistenti.

Alberto Burri. Opera: Nero in plastica
Alberto Burri. Opera: Nero in plastica

«Era un godimento bruciare tutto. Era un godimento speciale vedere le cose mangiate, annerite e trasformate».

Alberto Burri. Opera: Rosso in plastica
Alberto Burri. Opera: Rosso in plastica

 “L’arte di Burri è una sorta di trompe-l’oeil a rovescio, nel quale non è più la pittura a fingere la realtà, ma la realtà a fingere la pittura” così Giulio Carlo Argan descriveva il gesto artistico dell’artista.

Con la prima plastica, nel 1957, Alberto Burri abbandona il colore e il pennello e riproduce una forma più reale della figura, in cui la finzione coincide con la verità. E la verità è quella della materia.

Alberto Burri. Opera: Grande Bianco in plastica
Alberto Burri. Opera: Grande Bianco in plastica

 “La bellezza è la bellezza e basta, sia che sia un bellissimo sacco, sia che sia un bellissimo legno, ferro o altro.” l’essenza del suo lavoro si può trovare in queste ultime parole dell’artista;

grazie alla plastica Burri poteva imprigionare la luce nelle sue trasparenze, creare effetti magici e riflessi poetici.

L’artista interveniva sulla plastica con lingue di fuoco, rendendola docile e malleabile: il film polimerico a contatto con la fiamma si bucava fondendosi, cambiava cromia, si raggrinziva e si raggrumava spontaneamente o con l’ausilio delle mani.

 

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